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La nascita di un figlio e il salto alla genitorialità

Diventare genitore è un percorso che inizia con la scoperta della gravidanza e continua anche dopo la nascita del bambino. È un processo che si radica profondamente nel contesto storico culturale entro il quale avviene e comporta inevitabilmente una serie di cambiamenti e adattamenti a livello psicologico e relazionale.

Premesse socioculturali
Fino agli anni ’70/’80 avere un figlio era la naturale conseguenza del matrimonio e corrispondeva ad una netta suddivisione dei compiti tra i coniugi per cui la donna era quella che spesso rinunciava alla realizzazione professionale per occuparsi della casa e della crescita dei figli mentre l’uomo poteva dedicarsi completamente al proprio lavoro e al mantenimento economico della famiglia. Ad oggi, a seguito dei mutamenti sociali, culturali e politici, spesso è proprio la nascita di un figlio a sancire la nascita di una famiglia e la stabilità di una coppia, tanto che diverse coppie scelgono di fare un figlio al di fuori del matrimonio o posticipandolo.

La scelta di diventare genitori
Negli ultimi decenni il momento in cui una coppia si orienta ad avere dei figli è diventato sempre di più una vera e propria scelta, tanto che l’età in cui generalmente si concepisce il primo figlio è notevolmente aumentata, è diminuito il numero di figli a famiglia e spesso avviene in seguito alla stabilizzazione e realizzazione professionale di entrambi i genitori. È alla luce di questo orientamento che si possono leggere anche la scelta, sebbene difficile, di interrompere una gravidanza oppure la scelta di intraprendere dei percorsi di fecondazione assistita, che richiedono alla coppia di sottoporsi, per periodi anche molto lunghi, ad analisi e interventi molto faticosi in termini fisici e psicologici. 
Spesso quindi la donna e l’uomo si trovano entrambi a desiderare di diventare genitori, a scegliere di avere un figlio e a condividere gli aspetti della cura in modo molto più paritario che nel passato. Ad oggi fare un figlio diventa una scelta di realizzazione personale.
Questo orientamento culturale e sociale porta ad accrescere il senso di responsabilità percepito dai genitori e consegna al bambino un ruolo centrale nella vita famigliare. L’importanza che riveste fin dalla gravidanza nella vita dei genitori se da un lato rende, più che in passato, i genitori maggiormente attenti ai bisogni del figlio, rischia, tuttavia, di caricarlo dell’oneroso compito di assolvere alle aspettative su chi e come dovrebbe essere per accontentare i propri genitori, nonni, zii.

Aspetti psicologici e relazionali della genitorialità
La nascita di un figlio, contrariamente all’immagine edulcorata che spesso viene sponsorizzata e condivisa a livello sociale, è considerata a livello psicologico un vero e proprio momento di “crisi” nella storia di una famiglia. Questo non significa che non sia un momento di grande felicità ma è importante dare rilievo anche agli innumerevoli cambiamenti e adattamenti interni e relazionali che la donna e l’uomo devono affrontare nel diventare genitori. 
La nascita di un figlio comporta dei cambiamenti individuali a livello dell’identità di ciascuno dei genitori, nella relazione di coppia e nella relazione con le famiglie di origine.

Cambiamenti personali
A livello personale ciascuno dei due futuri genitori si trova ad affrontare un “salto” di identità che prevede il passaggio dalla condizione di figlio a quella di genitore. Questo passaggio comporta l’acquisizione di un ruolo centrale nella vita del proprio figlio e prevede la capacità di far fronte a nuove responsabilità nel fornire cure pratiche ed emotive, nell’educare poco alla volta un bambino a stare nella società e nel riorganizzare la propria vita professionale al fine di trovare un equilibrio tra i propri bisogni e quelli del proprio bambino. Questo passaggio, a differenza di come spesso si immagina non è immediato e può non coincidere con il momento della nascita del proprio bambino.  
Chiaramente la modalità attraverso cui l’uomo e la donna acquisiscono l’identità genitoriale è interconnessa anche alle dinamiche che regolano la relazione di coppia.

Cambiamenti nella relazione di coppia
La coppia fin dal momento del concepimento inizia un percorso che ha l’obiettivo di aprire uno spazio per accogliere il nuovo arrivato all’interno della famiglia. Ogni coppia avrà il delicato compito di condividere l’impegno della cura di un figlio e negoziare uno “stile” educativo condiviso. Spesso può capitare che ci sia una discrepanza tra le aspettative che i coniugi nutrono sulla parità e intercambiabilità del ruolo materno e paterno nel prendersi cura del neonato e ciò che veramente accade nella vita quotidiana dove almeno all’inizio è più frequente che sia la madre a fare da regista delle cure genitoriali e domestiche. Tanto più è forte questa discrepanza tanto più l’equilibrio coniugale può risentirne, accrescendo la distanza e la conflittualità tra i coniugi.
Ciascuno dei due dovrà, inoltre, legittimare e sostenere l’altro nell’acquisizione del ruolo di genitore. Questo non significa comportarsi nel medesimo modo con il proprio figlio bensì che il bambino percepisca una continuità nelle azioni educative di entrambi i genitori. Tanto più i coniugi avvertono la fiducia dell’altro nelle proprie capacità di diventare un buon genitore, tanto più saranno in grado di affrontare la complessità di questo momento. Contemporaneamente la coppia è anche chiamata a mantenere vivo l’aspetto puramente coniugale, cercando di non farlo coincidere completamente con l’aspetto genitoriale: poco alla volta la coppia è chiamata a riprendersi i suoi spazi di intimità e svago a prescindere dalla presenza dei figli.
Cambiamenti nelle dinamiche con le famiglie d’origine
Un ultimo aspetto cruciale che influisce sulla riuscita della transazione è connesso con la relazione con le famiglie d’origine. Diventare genitori comporta la rinegoziazione delle distanze con la propria famiglia d’origine rispetto a cui ciascun coniuge non sarà più solamente figlio. Questo passaggio può avvicinare i neogenitori ai propri e favorire una maggiore comprensione reciproca.
I neogenitori hanno l’occasione di comprendere il difficile compito che hanno svolto i propri genitori e i nonni hanno l’occasione di sostenere i propri figli nello svolgere il ruolo di genitori.   È un momento in cui spesso le distanze fisiche diminuisco in quanto i nonni si trovano a essere coinvolti nell’aiuto pratico con i nipoti, contemporaneamente però è importante che rispettino le decisioni educative dei propri figli e la loro autonomia famigliare, senza essere invadenti o assenti. D’altro canto, i figli devono sapersi assumere le responsabilità che questo ruolo richiede, gestendo le richieste di aiuto ai nonni e proteggendo i confini del proprio nucleo famigliare.
Diventare genitori non è solamente un’impresa individuale bensì coinvolge le relazioni tra tre generazioni e richiede ad ognuno una grande flessibilità e la capacità di negoziazione di sempre nuovi equilibri.



Dott.ssa Elena Iapichino
psicologa psicoterapeuta


Bibliografia

  • Scabini E., Cigoli V. Il famigliare. Legami, simboli e transizioni. 2000, Raffaello cortina Editore.
  • Mieli G. Il bambino non è un elettrodomestico. Gli affetti che contano per crescere, curare, educare. 2009, Feltrinelli Editore.

Ambiti di intervento


Dott.ssa Elena Iapichino Psicologo Psicoterapeuta | Terapia di coppia
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Ultima modifica: 30/01/2017